Del Lavoro, Della libertà, Delle Donne, i dieci comandamenti

Speriamo che sia femmina

Uno dei principali indici di maturità del tessuto economico di un paese è il ruolo della donna nel lavoro.

Ad esempio, in Italia, la donna stenta nel posizionarsi in modo coerente con le proprie capacità. Difatti, solitamente, le lavoratrici si mettono in evidenza per la loro costanza, la loro precisione, il loro senso di responsabilità. E’ indubbio che tutte queste sono doti di una buona lavoratrice, ma soprattutto di una buona donna di casa.

In altre parole, se è vero che il numero delle donne al lavoro è aumentato, è altrettanto vero che è poco aumentato nelle aree dirigenziali. Il ruolo di capo in azienda è un ruolo ancora maschile. In altre parole, la lavoratrice non tende a prendere decisioni, ma a sottomettersi ad un ruolo subalterno; soprattutto tende a trascurare le proprie esigenze. Le uniche che considera – diventando preponderanti nelle scelte – sono quelle familiari e soprattutto quelle relative ai figli. Questo accade sempre, anche nel normale contraddittorio di tutti i giorni.

Tra l’altro, la nascita di un figlio ne condiziona fortemente la carriera e le scelte; come se la donna ed il ruolo di madre di famiglia fosse inscindibile. Vediamo la madre, la moglie,  la lavoratrice, ma raramente la donna. Anche nei casi di lavoratrici che evitano il matrimonio, lo fanno per lasciar spazio alla carriera.

E’ fortemente necessario che la donna assuma un ruolo differente; ma non sempre più simile all’uomo, altrimenti non ne raccoglieremmo i vantaggi. E’ fortemente necessario che il lavoro, ancora fortemente machista, lasci libere le donne di esprimersi, di lavorare, sposarsi senza schiavizzarsi, avere quanti più figli possibile senza dover uscire dal mondo del lavoro.

In questo momento abbiamo bisogno più che mai delle donne. Di fronte ad un’economia che ha mostrato tutti i suoi limiti, in quanto basata sulle regole imposte dagli uomini (maschi) abbiamo bisogno di un fare femminile, che si opponga al lavoro ed al guadagno a tutti i costi, al PIL come unica misura di un paese. Abbiamo bisogno però di donne in quanto tali e non di una trasformazione in donne-uomini in nome di un femminismo ormai fallito.

In altre parole: speriamo che sia femmina. Il mio collega, il mio capo, il mio prossimo imprenditore, vorrei fosse donna:  con la sua sensibilità, con la sua passione, con la sua fermezza.

E forse ci potrà essere un lavoro migliore anche per te!

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