Della Crisi, Della libertà, Pensieri

Possesso/ossesso

Quando ero piccolo non avrei mai pensato di diventare quello che sono, non avrei mai pensato di fare quello che faccio.

Quando ero piccolo non avrei mai pensato che la vita potesse essere condizionata da tante questioni. Da questioni di lavoro. Da questioni di affari. Da questioni di soldi.

Quando ero piccolo non pensavo al danaro. Pensavo e desideravo oggetti come fanno tutti i bambini, ma senza rendersi conto del valore estrinseco o intrinseco economico di un oggetto.

Quando ero piccolo piangevo quando non potevo ottenere quello che volevo. Ma poi smettevo. Piangevo il giusto. Quel breve dolore che provava più il mio orgoglio per non aver avuto quello che pretendeva, che io per la reale privazione ricevuta. Ma poi smettevo. E ricominciavo a ridere e giocare.

Ridevo e giocavo.

Ridevo e giocavo.

Un po’ piangevo, ma soprattutto ridevo e giocavo tanto.

Anche oggi rido e gioco, ma solo talvolta. Ecco! forse è tutta qui la differenza.

Noi ci diciamo che possiamo e, anzi, dobbiamo possedere cose, le migliori. Sempre migliori.

Lo schiavismo del possesso; se non hai non sei; sei quello che hai.

Possesso. Ossesso.

Non affermo che il possedimento di oggetti, case, auto e beni in genere sia sbagliato. Non lo penso affatto.

Credo che sia sbagliata la ricerca del possedimento di ciò che vogliamo solo perché guidati dalle impostazioni e dalle imposizioni da parte della società.

Non affermo di essere fuori da questa logica meno degli altri, ma non affermo nemmeno di esserci più degli altri. Credo che semplicemente dovremmo aspirare alle cose che ci permettono di fare solo quello che vogliamo ed essere quello che siamo.

Mi riferisco al fatto che dobbiamo riconcentrarci su noi stessi e non sugli altri o su quello che crediamo gli altri vogliano vedere in noi. Molto spesso il possedimento di un oggetto è semplicemente la proiezione di noi stessi sugli altri. Lo vogliamo perché sappiamo che possedere ci permette di dare una immagine di noi vincente. E’ un meccanismo di difesa.

Una società che ci misura su quello che abbiamo e non su quello che facciamo non ci concede di sbagliare. Non ci concede di scommettere. Ci mette troppa paura di cadere in una condizione di impossibilità al mantenimento di uno status. Ci lega!

Questo è uno dei miei sogni: che la società si liberi dal peso degli impegni che non le appartengono. E perché la società si liberi, dovranno liberarsi quelli che la compongono.

Comincerò da me!  Ma questo non vuol dire disimpegno, de-responsabilizzazione oppure perdita di obiettivi, ma al contrario impegno responsabilità e concentrazione sugli obiettivi che davvero mi riguardano, che davvero mi servono.

Perché siano gli obiettivi a servire me e non io a servire gli obiettivi.

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One thought on “Possesso/ossesso

  1. Pingback: Metamorfosi « guidodamiano

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