Della Crisi, Pensieri

Metamorfosi

Qualche tempo fa il nostro amico Zelig mi ha posto un quesito sul cambiamento, commentando il mio post L’uomo del Pane e ne avevo rimandato la risposta a prossimi articoli. Il tema è infatti molto complesso e credo che sia il filo conduttore di tutto questo blog.

Oggi mi son trovato io a commentare circa il cambiamento un articolo condiviso dal mio amico Erminio, che è da un po’ che non vedo e sento di persona, ma di cui porto ancora forte il ricordo ed il piacere di aver condiviso con lui parte della mia vita. Abbiamo vissuto insieme un momento ed una condizione particolarmente entusiasmante. Ma non è detto che non se ne ripresentino altri ed altrettanto brillanti; è un augurio che faccio a me, a lui e a tutti quelli con cui abbiamo condiviso quel periodo.

Noi ci interroghiamo di come si possa davvero cambiare gli altri, lo stato, il nostro lavoro, la nostra condizione economica. E noi? Cosa è più importante? Uno qualsiasi dei soggetti sopra elencati o noi?

Mettiamo al centro le cose davvero essenziali e facciamo girare la nostra vita attorno a queste. A partire da Noi:  è il giusto inizio.

Non lasciamoci condizionare da ciò che abbiamo o non abbiamo (Possesso/ossesso)

Non lasciamoci condizionare dal mormorio della gente o dai consigli dispensati gratuitamente

Non lasciamoci condizionare dalla paura

Non lasciamoci condizionare dalle possibili sconfitte

Cambiamo noi e cambieremo quello che ci starà intorno o quantomeno ne cambieremo la percezione o, ancora meglio, non gli daremo più importanza.

 

Importanza. L’atto del portare dentro. E’ prendersi un carico.

Ritroviamo la leggerezza. Lasciamo i carichi che non ci appartengono. Solo così ci muoveremo rapidamente, agilmente.

E’ difficile superare una scala appesantiti e goffi; è facile farlo leggeri ed agili. Così cambia la percezione di quello che ci circonda. Diventa tutto più facile. Tutto più effimero. Anche se la scala è sempre la stessa.

Se troviamo un ostacolo non fermiamoci a piangere sulla sua presenza, ma alleggeriamoci per superarlo.

Cerchiamo di ottenere solo quello che vogliamo e non quello che ci fanno credere sia giusto avere.

Cerchiamo di arrivare solo dove vogliamo davvero arrivare e non ciò a cui vogliono farci aspirare.

Non credete a chi concorda sulle vostre sfortune, vuole abbattere la vostra autostima.

Non credete a chi boccia un vostro progetto di vita in nome di paradigmi assoluti, ha sempre un interesse per farlo.

Doniamoci per amore e non in cerca di gratitudine e di approvazione, possiamo dare e creare molto più giocando che costringendoci in quello che non ci è congeniale; non siamo tutti uguali.

 

Il cambiamento è quindi inteso come trasformazione, metamorfosi. Il nostro corpo è in continua evoluzione, in interrotto cambiamento. Possiamo accertarlo o meno. Se lo accettiamo potremo condizionare l’ambiente che ci circonda, rendendolo diverso, adattarlo a noi.

In caso contrario, siamo destinati ad attendere che qualcosa cambi; fermati dall’arroganza di chi pensa che il mondo non è abbastanza per sé, da chi si ostacola nella convinzione che gli altri non possano comprenderlo; imbrigliati dal proprio orgoglio che lo convince di essere una persona migliore delle altre.

 

E’ questa la metamorfosi che auguro ad ognuno di voi. La dichiarazione del proprio progetto di vita. E’ appagamento e riconoscimento. E’ dichiarazione ed approvazione di se stessi.

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