Pensieri

Mio padre

In casa eravamo tanti. Non tantissimi, intendiamoci, ma tanti. Quattro figli, di cui i primi tre nati in rapida successione. Solo sedici mesi si sono intromessi tra mio fratello e me, come tra me e mia sorella. Poi, più in là, il piccolo.

Ho dunque dovuto sperimentare la convivenza nel senso più pieno del termine e diciamo che mi è sempre sembrato di aver dovuto soccombere. Di aver dovuto cedere, in qualche modo, la palma del vincitore a mio fratello.

In questa lotta per la convivenza e per la contesa, la figura di mio padre non c’era. La cercavamo, ci contendevamo anche le sue attenzioni; senza, però, rendercene conto.

 

Adesso lavorava, poi tornava per dedicarsi a tutte le altre incombenze, per poi ricominciare a lavorare da capo.

Ed è stato sempre così. Per tutto il tempo.

Anche oggi, tante volte, non c’è. Ma credo che sia causa di un dialogo ormai difficile da creare, in quanto assente da sempre.

 

Mio padre, però, non c’era perché impegnato a sostenere una famiglia numerosa. Sempre generoso, infaticabile. Sempre presente in ogni esigenza, in ogni momento in cui avevamo bisogno di lui e delle sue capacità.

Mio padre, lavoratore, che, nei momenti di assenza di mia madre e non solo, si trasformava in uomo di casa, pur provenendo da una famiglia patriarcale.

 

Mio padre.

Oggi, tutto quello che sono, lo devo principalmente a lui, ai suoi insegnamenti indiretti, più che a quelli diretti.

Ed anche le mie testardaggini e i miei errori sono causa sua e della guerra personale che ho intrapreso contro tutto quello che, del suo mondo, ritenevo sbagliato.

 

Come ho mai potuto pensare che mio padre fosse stato assente dalla mia vita.

Eppure, come la maggior parte dei ragazzi, nel momento in cui vivevo la mia pubertà, la mia adolescenza e finanche la mia giovinezza, ho pensato che lui non fosse presente nella mia vita.

 

La festa del papà. Quale il motivo di questa ricorrenza?

Ma certo! Per permettere a tutti quelli che, come me, credono di non aver percepito l’esempio dal proprio padre, di guardarsi indietro e poter verificare quanto della propria vita sia stata disegnata sulle sue orme; quanto del proprio modo di fare, nel bene e nel male, sia frutto di quel seme.

 

E poiché l’imbarazzo s’infrappone tra noi, nel momento in cui cerco di farti anche la più banale delle tenerezze; te lo scrivo qui:

 

Auguri papà.

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2 thoughts on “Mio padre

  1. Bello quello che scrivi…abbiamo assorbito tanto , anche involontariamente, dai nostri genitori..
    Devo ancora una cena a mio papà, proprio per la festa del Papà…ma non ce n’è stato il tempo…

    • In fanciullezza, in adolescenza, ma anche in età adulta, le nostre emozioni ci forniscono una realtà distorta. Vediamo tutto bianco o nero e non ci rendiamo conto di quanto, invece, siano importanti certe persone per la nostra vita. In particolare questo vale per i genitori e per i cari che accompagnano la nostra vita.

      Grazie del tuo pensiero.
      Guido

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