Della Crisi, Della libertà, i dieci comandamenti, Poesie

Non commettere atti impuri

Eban

 

Senza sosta rivolto all’orizzonte,

corro, privo di freni.

La verità nutre il mio corpo,

mai domo, mai spento.

 

Mi spingo senza dilemmi,

sulla strada, nella vita.

Puro è il corpo, pura è l‘anima,

puro frutto dal seme.

 

Ora le Sirene

cantano al mio udito,

E mi sussurrano di arrestarmi,

interrompere,

ciò che le tempeste

non avean impedito.

 

Mi intimano di cercare,

di porre attenzione,

mi rassicurano,

che non si può fluire.

 

Mi coccolano,

demoni della vita,

ladre di cuori.

 

Mi promettono amore,

riparo dai raccolti

immaturi.

 

Avvinto d’oblio,

addento la mela.

Imbarazzato,

copro il mio sesso.

 

Atto impuro,

marciume del corpo,

singhiozzo d’anima.

 

Ancora adesso

la corda è breve,

le membra stanche,

ma scruto ancora fuori

anelito di vita,

di libertà,

di purezza.

 

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